Pseudoartrosi del femore

Introduzione
La pseudoratrosi è un’evoluzione presente nelle fratture ossee in una percentuale di casi inferiore all’ 1%, indipendentemente dai vari tipi di trattamento adottato (Younger 1989, LaVelle et al. 1998, Schaden et al. 2001, Schaden et al. 2015) e si riscontra con maggiore frequenza nei casi di frattura esposta e/o di scarsa stabilità dei monconi.

Descrizione caso
Uomo di 25 anni, in infortunio occasionale con frattura diafisaria del 1/3 prossimale di femore a sinistra, trattato con sintesi con placca e viti. Soggetto immunodepresso in trattamento farmacologico antivirale scarsamente osservante le indicazioni cliniche di comportamento consigliate.

Ai controlli ripetuti dopo il trattamento chirurgico si rileva scarsa evoluzione del consolidamento della frattura. A otto mesi dall’intervento di sintesi viene indirizzato al trattamento con onde d’urto, anche in relazione alle condizioni fisiche e di scarsa compliance del soggetto che sconsigliano un reintervento.

Il paziente si presenta con dolore spontaneo alla coscia sinistra, accentuato al carico.

La situazione è chiaramente al limite delle indicazioni di trattamento con SW sia in relazione al gap osseo della rima di fattura sia in relazione alle condizioni cliniche e ai trattamenti in corso interagenti con i processi biologici riparativi.

 

Descrizione terapia: 

Descrizione terapia
Il paziente è stato trattato con apparecchiatura elettroidraulica in una unica sessione, con la somministrazione di 6000 SW complessive divise in 6 punti (con 1000 SW ciascuno) lungo la rima di frattura e in diversa rotazione assiale, con Densità di Flusso di Energia pari a 0,36 mJ/mm2.
La terapia è stata somministrata dopo inziale centratura radiografica e definizione dei punti di trattamento, con la cautela di evitare punti di accesso che vedessero la placca, posizionata lateralmente, sul percorso di approccio al target.
Il paziente è stato sottoposto a sedazione temporanea con Fentanyl (Fentanile Citrato) in infusione continua per la durata del trattamento, sotto controllo anestesiologico.

Dopo il trattamento
E’ stato concesso un carico ridotto con utilizzo di due stampelle con cammino a 2 punti sino al successivo controllo radiografico, indicazione che, a detta del care giver, è stata scarsamente osservata.
Il dolore viene riferito ridotto già nelle prime settimane e si riduce progressivamente anche al carico; al controllo a 4 mesi non riferisce dolore residuo con una progressiva ripresa del movimento.
Il quadro radiografico mostra un progressivo miglioramento dell’ossificazione sulla rima di frattura.

Fonte: 
U.O.C. Riabilitazione Specialistica – ASST di Cremona Dr. Paolo Buselli – Dr.ssa Sara Messina